domenica 31 gennaio 2010

Cronache dal consiglio di Mira: seduta del 25-01-2010

Cari concittadini ben trovati. Sarò breve circa gli esiti dell'ultimo consiglio, sebben la seduta sia stata un po' lunga (abbiamo chiuso a Mezza notte meno un quarto), la maggioranza stavolta era a ranghi completi, per cui il consiglio si è tenuto. ma non si è detto poi molto.
Tra gli interventi della maggioranza val la pena ricordare quello dell'assessore Lorenzin elogiante gli sforzi dell'amministrazione per la manutenzione delle scuole e delle strade e in cui si ricordava che ora ci sono meno problemi idraulici nel territorio di Mira (sarebbe interessante capire quanti siano stati gli interventi del Consorzio di Bonifica in materia e quanti del Comune, della serie vendiamo anche quello che non è nostro...), quello dell'assessore al Bilancio De Lorenzi, che partendo dall'adozione del Sesterzio ricorda le questioni legate al patto di stabilità e le difficoltà finanziarie degli enti locali, bell'intervento del sindaco che invita a chiudere le polemiche circa l'ultimo consiglio, minimizzando i dissapori in maggioranza, gli fanno eco i consiglieri Pesce e Di Pino che elogiano l'operato della giunta e la responsabilità di tale bilancio (!). Interessanti considerazioni di Martin e Fassini (membri del gruppo dei consiglieri ribelli...) che affermano che il chiarimento è stato utile, c'è stata normale dialettica che nei prossimi giorni si rilancerà l'azione di questa amministrazione e stigmatizzano i consiglieri che si basano solo su quanto letto dai giornali. partita nel complesso fiacca, si vede che la maggioranza ha l'ordine di tenere un ferreo catenaccio.
Piccolo scontro a fuoco tra un tonico Renier e il Sindaco e Lorenzin, ricordando come questi prima critichino Provincia e Regione, poi ringrazino quest'ultima per un finanziamento di 1 milione e 700mila euro per le scuole, poi vendano sui giornali interventi ancora da fare sulle scuole e tengano un rapporto poco costruttivo con la Regione (Repliche seccate dell'amministrazione). Mortaretti niente più.
Bordate del consigliere Marcato che attacca nel merito il bilancio, critica la pochezza realizzativa, ricorda quanto è stato fatto nel passato (da notare come molti dell'attuale maggioranza presenti anche prima fingano di non sapere nulla di ciò che è stato), scambio di colpi con il sindaco. Intervengo io ricordando tutto quanto si sono detti in maggioranza in questi giorni, tutt'altro che riconducibile a normale dialettica visti i toni assunti, ricordo come la ricerca della sopravvivenza politica della coalizione al governo di Mira, abbia, di fatto, ormai da mesi paralizzato l'attività amministrativa, e, come il tutto si risolva su un compromesso per il rilancio di questa amministrazione (ma se tutto va bene perché bisognerebbe rilanciare?), compromesso che sarebbe bene rendere pubblico per capire quale impatto ha su Mira e quale valore ha. Risposte evasive.
Il Sindaco propone un emendamento al bilancio per spostare i fondi destinati alla caserma dei vigili a manutenzioni, intervento del presidente del consiglio Zaccarin che ricorda come la civica che rappresenta, aveva aderito alla coalizione Carpinetti sulla base di un programma di cui non vi è traccia nel bilancio in esame e sul quale si astiene. Si vota. Il bilancio passa con i voti della maggioranza e basta (per la prima volta, in altri anni alcuni delle minoranze tra cui io, votammo a favore), e senza il voto di Zaccarin, vota a favore Zuin. Maggioranza, quindi, tutt'altro che rinsaldata.

Fine della seduta. Come vi dicevo dibattito moscio, clima teso, seduta poco costruttiva.
Concludo degnamente la serata con una pasta e fagioli al Ristoro.
E concerto notturno.
saluti


mercoledì 20 gennaio 2010

Convocazione Consiglio comunale del 25.01.2010


Cittadini, ci si riprova (chissà che non sia la volta buona): il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 19:00 per la trattazione dei seguenti argomenti:
1 Comunicazioni Presidente del Consiglio.
2 Comunicazioni Sindaco.
3 Comunicazione prelevamenti dal fondo di riserva esercizio 2009 - periodo settembre dicembre.
4 Approvazione Piano Generale degli Impianti Pubblicitari.
5 Approvazione piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione rifiuti urbani per l'anno 2010.
6 Individuazione dei servizi a domanda individuale e determinazione dei tassi di copertura del costo di gestione degli stessi per l'anno 2010.
7 Approvazione Programma degli Investimenti e dei LL.PP. di cui al D.Lgs. 163/2006 (ex L. 109/94) per il triennio 2010/2012.
8 Contributo per opere destinate al culto - L.R. 44/87 - Approvazione programma anno 2010.
9 Individuazione delle aree e fabbricati da cedere in diritto di proprietà e di superficie ai sensi art. 172 lettera c) del D.Lgs. 267/2000 e aggiornamento del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari di cui all'art. 58 D.L. 118/2008.
10 Approvazione strumenti di programmazione economica finanziaria istituzione comunale "Mira Innovazione" esercizio 2010 e triennio 2010-2012.
11 Approvazione bilancio di previsione annuale 2010, pluriennale per gli anni 2010/2012 e relativa relazione previsionale e programmatica.

a onor di cronaca

Lettera del Presidente Napolitano alla signora Craxi nel 10° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi

Lette

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Anna Craxi la seguente lettera:

"Cara Signora,

ricorre domani il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, e io desidero innanzitutto esprimere a lei, ai suoi figli, ai suoi famigliari, la mia vicinanza personale in un momento che è per voi di particolare tristezza, nel ricordo di vicende conclusesi tragicamente.

Non dimentico il rapporto che fin dagli anni '70 ebbi con lui per il ruolo che allora svolgevo nella vita politica e parlamentare. Si trattò di un rapporto franco e leale, nel dissenso e nel consenso che segnavano le nostre discussioni e le nostre relazioni anche sul piano istituzionale. E non dimentico quel che Bettino Craxi, giunto alla guida del Partito Socialista Italiano, rappresentò come protagonista del confronto nella sinistra italiana ed europea.

Ma non è su ciò che oggi posso e intendo tornare.

Per la funzione che esercito al vertice dello Stato, mi pongo, cara Signora, dal solo punto di vista dell'interesse delle istituzioni repubblicane, che suggerisce di cogliere anche l'occasione di una ricorrenza carica - oltre che di dolorose memorie personali - di diversi e controversi significati storici, per favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano.

E' stato parte di quel cammino l'esplodere della crisi del sistema dei partiti che aveva retto fino ai primi anni '90 lo svolgimento della dialettica politica e di governo nel quadro della Costituzione. E ne è stato parte il susseguirsi, in un drammatico biennio, di indagini giudiziarie e di processi, che condussero, tra l'altro, all'incriminazione e ad una duplice condanna definitiva in sede penale dell'on. Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987. Fino all'epilogo, il cui ricordo è ancora motivo di turbamento, della malattia e della morte in solitudine, lontano dall'Italia, dell'ex Presidente del Consiglio, dopo che egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi confronti. Si è trattato - credo di dover dire - di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali di almeno un quindicennio di vita pubblica italiana.

Non può dunque venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'on. Craxi sanzionate per via giudiziaria la considerazione complessiva della sua figura di leader politico, e di uomo di governo impegnato nella guida dell'Esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere.

Considero perciò positivo il fatto che da diversi anni attraverso importanti dibattiti, convegni di studio e pubblicazioni, si siano affrontate, tracciando il bilancio dell'opera di Craxi, non solo le tematiche di carattere più strettamente politico, relative alle strategie della sinistra, alle dinamiche dei rapporti tra i partiti maggiori e alle prospettive di governo, ma anche le tematiche relative agli indirizzi dell'attività di Craxi Presidente del Consiglio. Di tale attività mi limito a considerare solo un aspetto, per mettere in evidenza come sia da acquisire al patrimonio della collocazione e funzione internazionale dell'Italia la conduzione della politica estera ed europea del governo Craxi: perché ne venne un apporto incontestabile ai fini di una visione e di un'azione che possano risultare largamente condivise nel Parlamento e nel paese proiettandosi nel mondo d'oggi, pur tanto mutato rispetto a quello di alcuni decenni fa.

Le scelte di governo compiute negli anni 1983-87 videro un rinnovato, deciso ancoraggio dell'Italia al campo occidentale e atlantico, anche di fronte alle sfide del blocco sovietico sul terreno della corsa agli armamenti ; e videro nello stesso tempo un atteggiamento "più assertivo" del ruolo dell'Italia nel rapporto di alleanza - mai messo peraltro in discussione - con gli Stati Uniti. In tale quadro si ebbe in particolare un autonomo dispiegamento della politica estera italiana nel Mediterraneo, con un coerente, equilibrato impegno per la pace in Medio Oriente. Il governo Craxi e il personale intervento del Presidente del Consiglio si caratterizzarono inoltre per scelte coraggiose volte a sollecitare e portare avanti il processo d'integrazione europea, come apparve evidente nel semestre di presidenza italiana (1985) del Consiglio Europeo.

Né si può dimenticare l'intesa, condivisa da un arco assai ampio di forze politiche, sul nuovo Concordato: la cui importanza è stata pienamente confermata dalla successiva evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa.

Numerosi risultano in sostanza gli elementi di condivisione e di continuità che da allora sono rimasti all'attivo di politiche essenziali per il profilo e il ruolo dell'Italia.

In un bilancio non acritico ma sereno di quei quattro anni di guida del governo, deve naturalmente trovar posto il discorso sulle riforme istituzionali che aveva rappresentato, già prima dell'assunzione della Presidenza del Consiglio, l'elemento forse più innovativo della riflessione e della strategia politica dell'on. Craxi. Nel quadriennio della sua esperienza governativa, quel discorso tuttavia non si tradusse in risultati effettivi di avvio di una revisione della Costituzione repubblicana. La consapevolezza della necessità di una revisione apparve condivisa attraverso i lavori di una impegnativa Commissione bicamerale di studio (presieduta dall'on. Bozzi) : ma alle conclusioni, peraltro discordi, di quella Commissione nel gennaio 1985 non seguì alcuna iniziativa concreta, di sufficiente respiro, in sede parlamentare. Si preparò piuttosto il terreno per provvedimenti che avrebbero visto la luce più tardi, come la legge ordinatrice della Presidenza del Consiglio e, su un diverso piano, significative misure di riforma dei regolamenti parlamentari.

Tra i problemi che nell'Italia repubblicana si sono trascinati irrisolti, c'è certamente quello del finanziamento della politica. Si era tentato di darvi soluzione con una legge approvata nel 1974, a più di venticinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione. Ma quella legge mostrò ben presto i suoi limiti, in particolare per la debolezza dei controlli che essa aveva introdotto. Attorno al sistema dei partiti, che aveva svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di un nuovo tessuto democratico nell'Italia liberatasi dal fascismo, avevano finito per diffondersi "degenerazioni, corruttele, abusi, illegalità", che con quelle parole, senza infingimenti, trovarono la loro più esplicita descrizione nel discorso pronunciato il 3 luglio 1992 proprio dall'on. Craxi alla Camera, nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Amato.

Ma era ormai in pieno sviluppo la vasta indagine già da mesi avviata dalla Procura di Milano e da altre. E dall'insieme dei partiti e dei loro leader non era venuto tempestivamente un comune pieno riconoscimento delle storture da correggere, né una conseguente svolta rinnovatrice sul piano delle norme, delle regole e del costume. In quel vuoto politico trovò, sempre di più, spazio, sostegno mediatico e consenso l'azione giudiziaria, con un conseguente brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia.

L'on. Craxi, dimessosi da segretario del PSI, fu investito da molteplici contestazioni di reato. Senza mettere in questione l'esito dei procedimenti che lo riguardarono, è un fatto che il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona.

Né si può peraltro dimenticare che la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo - nell'esaminare il ricorso contro una delle sentenze definitive di condanna dell'on. Craxi - ritenne, con decisione del 2002, che, pur nel rispetto delle norme italiane allora vigenti, fosse stato violato il "diritto ad un processo equo" per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea.

Alle regole del giusto processo, l'Italia si adeguò, sul piano costituzionale, con la riforma dell'art. 11 nel 1999. E quei principi rappresentano oggi un riferimento vincolante per la legislazione nazionale e per l'amministrazione della giustizia in Italia.

Si deve invece parlare di una persistente carenza di risposte sul tema del finanziamento della politica e della lotta contro la corruzione nella vita pubblica. Quel tema non poteva risolversi solo per effetto del cambiamento (determinatosi nel 1993-94) delle leggi elettorali e del sistema politico, e oggi, in un contesto politico-istituzionale caratterizzato dalla logica della democrazia dell'alternanza, si è ancora in attesa di riforme che soddisfino le esigenze a cui ci richiama la riflessione sulle vicende sfociate in un tragico esito per l'on. Bettino Craxi.

E' questo, cara Signora, il contributo che ho ritenuto di dover dare al ricordo della figura e dell'opera di suo marito, per l'impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico.

Con i più sinceri e cordiali saluti".

Roma, 18 gennaio 2010

mercoledì 30 dicembre 2009

prospero 2010 a tutti

Libertà è... bagarre all'ultimo consiglio del 2009


Cari concittadini eccoci qui, scrivo la mia cronaca del consiglio quasi in diretta, la seduta si è conclusa con nulla di fatto alle ore 20:00, per mancanza del numero legale da parte della maggioranza... DI NUOVO! Con simpatica bagarre finale a cui anche io ho, ahimé dato il mio contributo... ma co ce vo, ce vo! andiamo con ordine, convocazione ore 19:00, la maggioranza è chiusa in conclave, mancano 2 consiglieri distanti per ferie (?), ma uno pare sia in arrivo, entro le ore 21:00, così si vocifera, le minoranze non sono propense a dare appoggio per il numero legale, anche se vi sono opinioni diverse e c'è chi vorrebbe far comunque partire il consiglio, per poter dibattere la situazione attuale dell'amministrazione mirese, quindi situazione fluida in casa delle minoranze. Ore 19:20, non è ancora stato fatto il primo appello. I capigruppo di minoranza sono convocati nell'ufficio del Sindaco, assieme al Presidente del Consiglio. Il dinamico duo ci dice che la maggioranza c'è, ma c'è un contrattempo di un consigliere, che sta arrivando, perciò si chiede alle minoranze la "cortesia istituzionale" di dare il numero legale per far avviare il consiglio... le reazioni non sono positive, si ricorda che l'attuale situazione è generata dalle controversie di maggioranza e quanto a cortesia, non è che la maggioranza sia stata così prodiga verso le minoranze (si pensi a due consigli fa quando le minoranze non hanno trovato più nessuno in consiglio al rientro dalla sospensione), ciò nonostante non vi è una chiusura netta e si chiede comunque che venga fatto l'appello. Nelle minoranze prevalgono gli aperturisti, si entra, consci del rischio. Le minoranze al completo rispondono al primo appello... colpo di scena non entra nessuno della maggioranza, Sindaco compreso... ma come prima i ne dixe de vegner drento e dopo no i entra iori? (commento testuale di un simpatico consigliere PDL)... ma ne toi par el sesto? Si va al secondo appello (da segnalare la nutrita presenza di persone ad assistere alla seduta), sto giro le minoranze stanno alla finestra, entra solo la maggioranza, ma sono ancora 15. Salta il numero legale (ce ne vogliono 16) e salta la seduta, così il bilancio va al 2010... colpo di scena il Sindaco vuole comunque intervenire, sebbene la seduta è saltata, per dire che è colpa delle minoranze che non hanno dato disponibilità... ma come, se al primo appello te ghemo risposto e ti no ti ghe geri? (affermazioni colorite dai banchi di minoranza verso il Sindaco, cui mi aggrego anche io, in modo piuttosto rumoroso, circa il suo contar fiabe e la sua doppiezza, davvero fastidiosa), violenta bagarre tra leghisti e rifondaroli, cui s'interpone la forza pubblica. Scontri tra PDL e PD, vola qualche parola di troppo, io ricordo al sindaco che eravamo presenti al primo appello e che non racconti fiabe, la smetta con le mistificazioni. Francamente mi sono arrabbiato e forse ho ecceduto, ma non se ne può più di questa gestione raffazzonata e nel contempo arrogante. Finisce con una pizza di minoranza. Per la prima volta da che siedo in consiglio non ci si scambia gli auguri tra consiglieri e non si mangia tutti assieme la fetta di panettone e non si brinda assieme a consiglio riunito con lo spumante di rito. Che tempi.

a voi tutti, intanto, auguro davvero un prospero 2010.

Alessio Bonetto

giovedì 24 dicembre 2009

Libertà è... nuova convocazione

cari concittadini, non ho molto da dirvi...l'ultimo consiglio che doveva essere dedicato al bilancio... si è concluso con un nulla di fatto e con una riconvocazione al 30 dicembre. Dopo infatti due ore di tira e molla, discussioni, sospensioni ecc... passa la richiesta di Pesce (PD) di posporre di qualche giorno il voto sulla manovra di bilancio, che tra l'altro è giunta in consiglio con parere sfavorevole della commissione bilancio. La maggioranza non è affatto solida o compatta come si vuol far apparire, ci sono divergenze profonde su questioni sostanziali, francamente mi risulta difficile capire dove vogliano andare a parare, vero è, però, che ormai lo scontro interno si è completamente scaricato sull'amministrazione, paralizzandola, facendo sprecare sedute consiliari (e quindi soldi, visto che poi piangono il morto è bene ricordare che una seduta del consiglio costa almeno 3000 euro), calcolato che ne avranno già sprecate 3-4 di sicuro, più varie commissioni fatte per il menga... qualche migliaio di euri se lo sono buttato al cesso, alla faccia di risparmio, trasparenza, competenza.... alla faccia dei discorsi di buona amministrazione di cui si vanta un po' troppo spesso questo Sindaco, che doveva inaugurare una nuova stagione di partecipazione nella cosa pubblica, mentre è prigioniero dei potentati conservatori, in lotta nel PD, oltre che di oligarchie francamente logore, che non hanno ormai più nulla da dire sul futuro di Mira. Sono francamente deluso, la sensazione di sprecare tempo è forte, vedremo cosa accadrà il 30, ma non mi faccio illusioni, se accordo si trova, sarà accordo di basso livello, non di rilancio strategico dell'azione amministrativa, ma di puntello ai precari assetti di maggioranza, che inevitabilmente torneranno a scricchiolare fra qualche mese... ad ogni buon conto...
BUON NATALE A TUTTI.
Alessio Bonetto

venerdì 18 dicembre 2009

Convocazione Consiglio Comunale di Mira per il giorno 22 dicembre 2009


il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala
Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno martedì 22 dicembre 2009 alle ore 19:00 per la trattazione dei seguenti argomenti:
1 Comunicazioni Presidente del Consiglio.
2 Comunicazioni Sindaco.
3 Approvazione piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione rifiuti urbani per l'anno 2010.
4 Approvazione Piano Generale degli Impianti Pubblicitari.
5 Individuazione dei servizi a domanda individuale e determinazione dei tassi di copertura del costo di gestione degli stessi per l'anno 2010.
6 Approvazione Programma degli Investimenti e dei LL.PP. di cui al D.Lgs. 163/2006 (ex L. 109/94) per il triennio 2010/2012.
7 Contributo per opere destinate al culto - L.R. 44/87 - Approvazione programma anno 2010.
8 Individuazione delle aree e fabbricati da cedere in diritto di proprietà e di superficie ai sensi art. 172 lettera c) del D.Lgs. 267/2000 e aggiornamento del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari di cui all'art. 58 D.L. 118/2008.
9 Approvazione strumenti di programmazione economica finanziaria istituzione comunale "Mira Innovazione" esercizio 2010 e triennio 2010-2012.
10 Approvazione bilancio di previsione annuale 2010, pluriennale per gli anni 2010/2012 e relativa relazione previsionale e programmatica.
11 Uso porzione di Villa dei Leoni - Protocollo d'Intesa tra Amministrazione Comunale e Acrib

mercoledì 16 dicembre 2009

Libertà è Partecipazione seduta di consiglio del 16 dicembre 2009


Cari concittadini rieccoci, vi scrivo appena concluso il consiglio di stasera, non nego la mia rabbia e la mia profonda disillusione, una serata davvero sprecata. Come sapete l'odg era fitto, molti punti da discutere, il consiglio era ad hoc per smaltirli, bene, arriva il nostro caro Sindaco che propone un documento di solidarietà alla Nuova Pansac, azienda mirese entrata in crisi per le inesistenti politiche industriali della sua proprietà, nonostante il comune negli anni passati avesse intrapreso varie iniziative, tra cui un patto per una viabilità di accesso più sicura per la stesso, ottemperato per la parte dell'Ente, ma non per quella in capo al privato (cosa che oggi ha generato paradossalmente una viabilità molto precaria per Malcontenta, rispetto alla Romea e oggetto di interpellanza urgente firmata dal sottoscritto con i consiglieri Marcato, Volpato e Mion). Come sempre il documento contiene tutto, solidarietà ai lavoratori, ma poi si vuole pretenziosamente inserire una serie di considerazioni sulla proprietà e sugli scenari futuri, rubando il mestiere ai sindacati, ma sopratutto dimenticando le responsabilità della proprietà, e un ovvio attacco al governo, che in questo caso, però, va detto non c'entra, perché questa è un'azienda sana e che lavora, messa in crisi dall'indebitamento generato dalle scelte incomprensibili della proprietà.
C'è stato anche un incontro con il ministero tra parti in causa, che ha demandato la proprietà all'8 gennaio 2010 per presentare un serio piano di rilancio. Bene, ovviamente ognuno vuol metterci la sua e ovviamente il documento di partenza era così ingarbugliato e con retrogusti ideologici che non poteva trovare la condivisione generale, richiesta in tali atti, importanti contributi al testo vengono dati da Vanna Baldan (PDL), Marcato (IDV), Renier (LEGA), alla fine a fatica, si arriva ad un testo condiviso e si vota all'unanimità. si potrebbe passare al punto dopo, ma Martin e altri PD dichiarano che escono dall'aula senza spiegare il perché. Qui la maggioranza non è più in grado di garantire il numero legale per far procedere il consiglio. Le minoranze, chiedono sospensione e si ritirano per decidere se garantire loro, con i superstiti di maggioranza, il numero legale e esaurire l'odg, responsabilmente si decide per il sì, previa richiesta di chiarezza al Sindaco per i fatti appena usciti, ma al rientro in aula, l'aula è VUOTA, VUOTA, tutta la maggioranza, salvo il Presidente erano andati via, consiglio saltato. Mai visto un Sindaco che abbandona l'aula senza dire nulla al consiglio. E questi sono quelli che parlano di amministrazione rispettosa delle istituzioni e virtuosa, che spreca sedute di consiglio e commissioni inutli e poi painge di non aver ei soldi per addobbare un albero di Natale, l'unico comune che non ha uno straccio di addobbo siamo noi, andate nei comuni vicini, a Mirano, Salzano, Dolo o fino a Chioggia, tutti comuni che patiscono il momento come noi, eppure lì un minimo di decorazioni natalizie, giusto per non acuire il senso di miseria e tristezza del periodo, c'è, qui no, perché qui non c'è passione, competenza, voglia di fare, idee, qui c'è pochezza politica, insipienza, finta trasparenza, i tatticismi e gli equilibri politici sono più importanti dell'azione amministrativa. Lo dico a quelli che mi attaccarono per aver osteggiato questo gruppo di potere, la coalizione Carpinetti, così detto centrosinistra, ma che di centrosinistra ha poco o nulla, questi stanno solo facendo perdere tempo a Mira. Credetemi. Sono stato presago della loro incapacità, e mai come oggi, mi secca aver avuto così tanto ragione.
saluti.
A.B.